Lo so è un argomento “forte” ma è un argomento che mi sta a cuore e spesso mi capita di pensare “e se dovesse capitare a noi?”
Un paio di anni fa ho saputo della morte di una mamma, una mamma che non conoscevo ma che incrociavo spesso al mattino nei corridoi della scuola materna. Forse ci eravamo sorrise, forse anche salutate, ma niente di più.
Ecco quando ho saputo della sua morte ho pianto, ho pianto tanto pensando al piccolo di 4 anni che non aveva più la sua mamma….
Sono trascorsi 2 anni circa, ogni giorno incontro questo bimbo mano nella mano con il suo papà e mi si stringe il cuore.
Ho persino paura a farmi vedere troppo premurosa con i miei figli… non so come spiegarlo ma ho sempre paura che lui si senta in qualche modo solo senza di lei e che vedere i compagni con la loro mamma possa farlo soffrire.
E SE DOVESSE SUCCEDERE A NOI?
Mi chiedo cosa farebbero i miei bambini se ci dovesse capitare qualcosa di brutto, noi non siamo assolutamente preparati a questo (e a nient’altro).
Non so forse perché avendo perso una figlia sento di “aver già dato” e che Dio sarà buono con me ora…
Ho chiesto ad una mia amica se avesse voglia di raccontare la sua esperienza, lo so è stato un azzardo perchè non è facile parlare di morte,
MA FORSE QUANDO LA MORTE LA VIVI COSI’ DA VICINO PARLARNE FA MENO PAURA.
A Luisa è mancato il compagno e il padre del figlio Gabriele all’improvviso.
Matteo aveva 38 anni, un papà giovane, premuroso e presente, saluta Gabriele al mattino e alla sera non c’è più….
CARISSIMA LUISA,
ovviamente non ti chiedo come ti sei sentita perché sarebbe davvero stupido….
QUANDO L’AVETE DETTO A GABRIELE?
Insomma torni da scuola e papà non c’è più… e immagino che le facce sconvolte di tutti siano state difficili da mascherare.

Cara Marie,
per me non è semplice cominciare…vorrei raccontare senza essere melensa, spiegare più che altro cosa succede in una famiglia.
Matteo e’ morto venerdì 16 dicembre 2016 alle 9 del mattino mentre Gabriele era all’asilo.
L’ho trovato io alle 15.30 dopo averlo cercato invano per ore al telefono.
A Gabriele e’ stato detto dalla psicoterapeuta a cui mi sono rivolta, il lunedì sera successivo.
“MA LUI AVEVA GIA’ CAPITO TUTTO DA SOLO”
L’ha preso in disparte e gli ha semplicemente detto che babbo era diventato un angelo.
Nell’immediato non ha avuto reazioni; a 4 anni non è semplice comprendere l’assenza “per sempre”.
COME AVETE AFFRONTATO LA VITA SENZA IL PAPA’?
Io sono stata seguita per un anno e ancora oggi ho contatti settimanali con la psicoterapeuta, perché il lutto nei bimbi viene elaborato a step, mano mano che acquisiscono nuove consapevolezze con la crescita.
L’asilo ci è stato di grande supporto
per la festa del papà il 19 marzo successivo hanno mandato in cielo tanti palloncini e quello di Gabry aveva il suo lavoretto attaccato.
Inizialmente io non mi facevo vedere piangere, ma la psicoterapeuta mi ha suggerito di farmi vedere triste, altrimenti lui si sarebbe sentito solo nel suo dolore e con gli anni si sarebbe sentito non capito.
ABBIAMO ALLORA INIZIATO A PARLARNE
Ho scelto di comunicare con lui come ad un adulto: lui è un bimbo curioso e quando non comprende dei termini, me ne chiede il significato.
E’ STATO ED E’ UN LAVORO MOLTO COMPLESSO
Ho deciso di fare una cosa che coi bimbi generalmente non si fa:
“CHIARIRE SUBITO LA DIFFERENZA TRA FANTASIA E REALTA'”
Cosa esiste e cosa no.
Gli ho salvato Babbo Natale e la befana ma per il resto lui sa tutto.
Sa che non esistono i mostri, i folletti, gli unicorni, i supereroi, sa che i dinosauri si sono estinti, ma che ci sono stati, gli alieni probabilmente esistono, ma non li abbiamo mai visti e che l’iconografia dell’alieno verde con le antenne e’ frutto della nostra fantasia.
Dopodiché sono iniziate le domande dirette sulla morte, e anche su questo non ho lasciato dubbi se non quelli che l’umanità ha:
NON SAPPIAMO COSA SUCCEDERA’ DOPO
Le varie religioni, teorie e filosofie ipotizzano che ci sia il paradiso, il giardino di Allah, la reincarnazione, ma niente di tutto ciò è provato.
NOI PARLIAMO DI MORTE OGNI GIORNO
In tutti i modi possibili, a volte anche scherzandoci su, e in questo modo io posso monitorare il suo equilibrio interiore.
L’anno scorso sono subentrati dei “tic nervosi” che ho prontamente fatto controllare da specialisti.
E’ iniziata la balbuzie, che è rientrata dopo 2 mesi, successivamente uno strano modo di strizzare gli occhi, come avesse l’allergia, e poi soffiava col naso e anche questo rientrato da solo.
Questi “tic” ritornano ciclicamente, si aggravano soprattutto nel mese di dicembre e gennaio, il 7 e’ il compleanno di Matteo.
CHI ERA MATTEO?
Matteo e’ stato un compagno “complicato”, ma un padre straordinario per quel poco tempo che gli e’ stato concesso.
Ci siamo conosciuti alle 4 del mattino su una barca che ci stava portando a fare un’immersione al largo delle coste dell’Egitto e lui mi disse:
“Ciao, io sono Matteo e quando potrò avrò un figlio che si chiamerà Gabriele”.
Io gli risposi semplicemente:
“Ciao, io sono Luisa e anche mio figlio si chiamerà Gabriele”.
Diciamo che il nome del figlio non fu mai un problema.
DESIDERAVA ESSERE PADRE PIU’ DI OGNI ALTRA COSA
Io avevo 37 anni e ad un figlio non avevo ancora pensato seriamente, ma dopo pochi mesi di frequentazione pensai che quell’uomo potesse davvero diventare il padre di mio figlio.
Si trasferì in Italia nel 2010, dopo un anno di relazione a distanza e nel 2012 nacque il nostro Gabriele.



Il mio lavoro mi teneva fuori casa molto ore e lui era un perfetto mammo.

Io tiravo il latte e lui glielo somministrava.

Lo lavava, lo vestiva, lo portava a passeggio e lo faceva addormentare con le note di moonlight shadow.

Un anno fa scrivevamo: Buongiorno, noi andiamo a diventare genitori”. Un anno. Crescere insieme è una figata pazzesca.
Matteo Fantolini


Man mano che Gabry cresceva lo portava i bicicletta, gli insegnava a giocare a basket, faceva piste del treno infinite… insomma era un perfetto padre 2.0!

GABRIELE OGGI HA 6 ANNI, COME STA?
Gabriele è un bambino allegro, gioca e si diverte come tutti i bambini della sua età.
Ovviamente ha dei momenti di down, dove viene colto dalla tristezza, ma fortunatamente durano poco.
IL MOMENTO PIU’ DIFFICILE E’ LA NOTTE
Lui dorme appoggiato a me e non mi lascia un secondo come avesse il terrore che io possa abbandonarlo.
Ha iniziato a chiedermi la differenza fra la vita e la morte abbiamo affrontato il discorso dell’energia intesa come forza vitale e mi fa tante tantissime domande.
Domande che non posso ignorare, domande alle quali spesso non so neanche rispondere….
Le domande più ricorrenti sono quelle che riguardano la vita sugli altri pianeti, per capire se le persone che muoiono sulla terra possano essere emigrate su altri pianeti….
“Mamma sai se c’è vita su Marte? Forse il babbo si è trasferito lì e da grande potrei andare a trovarlo!”

Grazie Luisa, so che non è stato facile raccontarmi la tua esperienza ed è un vero onore per me poter scrivere la vostra storia.
Sei una donna straordinaria, la tua forza ed il tuo coraggio sono per me un vero esempio da seguire.
Perdonami se sono stata indiscreta ma un’esperienza così forte può essere d’aiuto ad altre persone che non sanno come supportare un bambino che si ritrova a dover crescere con questo vuoto immenso.
Con affetto
Marie

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Sabrina Balugani
14 Febbraio 2019Ho lavorato per 15 anni in una struttura diurna per persone con disabilità e parlando con i genitori dei ragazzi presenti ciò che emergeva era “ma un giorno in cui non ci sarò?”. E’ sempre stato per me un tabù questo argomento, non ci volevo pensare fino a quando sono diventata mamma la prima volta e li mi sono messa a pensare, pensare e capire che un giorno capiterà, sarà dura ma l’importante è parlarne. Non renderlo un tabù solo perchè fa paura a noi. Un grande abbraccio a Gabriele che potrà apparire scontato ma è fatto con il cuore e alla sua mamma che ha molto da insegnare in fatto di coraggio.
Marie Biondini
25 Febbraio 2019Grazie mille per il tuo contributo.
Anche io ci penso spesso e penso a Gabriele e Luisa, caspita la mia amica è davvero una grande donna!!!!
Un abbraccio
Cinzia
14 Febbraio 2019Un fortissimo abbraccio va al piccolo Gabry. Uno ancora più forte alla sua mamma, coraggiosa e forte come solo una Mamma con la M maiuscola sa essere. E uno anche a te, Marie, che mi fai sempre scappare una lacrima ma che ci permetti di affrontare argomenti importanti. Grazie! <3
Marie Biondini
25 Febbraio 2019Grazie Cinzia, ci tengo davvero tanto ad affrontare argomenti che possono anche risultare “scomodi” o difficili. La vita è fatta anche di questo e credo che parlarne attraverso le esperienze sia il miglior modo possibile.
Bacio
Marina
14 Febbraio 2019Come Gabriele ho perso il mio papà da piccola, avevo 10 anni, ne sono passati 20 da quel 2 giugno maledetto,
Vorrei aver avuto accanto persone che come Luisa hanno saputo chiedere aiuto subito a specialisti per affrontare questo tipo di lutto che segna per sempre un figlio, Oggi se ci penso sento lo stesso identico dolore di bambina, ma il tempo passa lo stesso e ho imparato a conviverci.
La cosa che mi ha accompagnato in tutti questi anni e che accompagnerà anche Gabriele sarà l’esempio di padre che abbiamo avuto e la consapevolezza in qualche modo lui c’è sempre, anche se non lo vediamo.
Marie Biondini
25 Febbraio 2019Grazie Marina per la tua testimonianza. Hai ragione Luisa è una grande donna e Gabriele è fortunato ad avere lei come guida.
Un abbraccio