Come raccontavo in un mio recente articolo, alla soglia dei 50 anni ho deciso di abbracciare uno stile di vita più slow ovvero uno stile di vita lento e connesso con il presente, il famoso “qui e ora”. Questa mia scelta è maturata ed è stata dettata da una mia esigenza di vivere meno di corsa ed apprezzare le cose belle della vita.

Come posso applicare il concetto slow alla moda?
Se mi segui anche su Instagram saprai che tra le mie passioni più grandi c’è la moda, la moda sartoriale, raffinata, senza tempo ed artigianale, quella fatta “come una volta”, quella che quando la indossi senti e quando ti guardi allo specchio vedi la differenza. Ho deciso di abbracciare la slow fashion, che va a contrapporsi alla moda veloce, “fast fashion” usa-e-getta.
Cos’è la slow fashion?
La “slow fashion” è un approccio alla moda che promuove la produzione, il consumo e il possesso di abiti in modo più sostenibile, etico ed ecologico. I capi di abbigliamento sono di qualità, realizzati con materiali sostenibili e prodotti in condizioni di lavoro etiche e questo processo di lavorazione incide anche sulla durata degli indumenti.
Nella slow fashion si presta molta attenzione alla realizzazione sostenibile, si cercano materiali e processi di produzione a minor impatto ambientale. Si promuovono, ad esempio, tessuti biologici, riciclati o di alta qualità che durano nel tempo. Viene promossa la produzione locale per sostenere le economie locali e per ridurre al minimo l’inquinamento legato al trasporto. Proprio per questo le aziende che abbracciano la “slow fashion” utilizzano catene di approvvigionamento dei materiali più corte e locali.

Una moda fatta per durare nel tempo
La slow fashion si oppone all’idea di indumenti usa-e-getta e invece di seguire le tendenze effimere predilige la produzione di capi di abbigliamento di alta qualità e dal design senza tempo: capi che durano a lungo limitando il ciclo di acquisto e lo spreco.
Sì, perché la slow fashion promuove un consumo più consapevole, incoraggiando le persone a ragionare prima di fare acquisti, invitandole ad investire in pezzi di abbigliamento che realmente soddisfano le loro esigenze e a prendersi cura dei loro capi per mantenerli in buone condizioni il più a lungo possibile.
La slow fashion sostiene anche il riciclo e l’upcycling, ovvero trasformare i capi di abbigliamento per dare loro “una nuova vita” invece di gettarli, ed è una delle cose che amo di più in assoluto!
Un’altra parte importante della slow fashion è il rispetto dei diritti dei lavoratori. Le aziende di slow fashion cercano di garantire condizioni di lavoro dignitose e salari equi per i loro dipendenti, evitando la sfruttamento e il lavoro minorile. Si impegnano inoltre ad essere trasparenti riguardo ai loro processi di produzione, ai materiali utilizzati e alle condizioni di lavoro dei loro fornitori.
In poche parole la slow fashion è una risposta alla rapida produzione e al consumo smodato che spesso caratterizzano l’industria della moda tradizionale. Promuove uno stile di vita e un’industria più sostenibili, ponendo una maggiore enfasi sulla qualità rispetto alla quantità e cercando di ridurre l’impatto ambientale e sociale dell’abbigliamento.
Come trovare collezioni che abbraccino la slow fashion?
Per prima cosa qui, sul mio blog, con articoli scritti dedicati all’argomento e tanti nuovi in arrivo. Puoi fare ricerca su internet come me, affidarti al passaparola ed ai social.. insomma se vuoi scoprire brand che raccontano la loro moda slow ci sono davvero tantissime opportunità per farlo! E proprio attraverso queste fonti ho conosciuto Francesca Marchisio, stilista dell’omonimo brand con un occhio attendo all’ecosostenibilità e alla slow fashion. Le sue collezioni sono eleganti, raffinate e senza tempo, ma dovrai aspettare perché di lei parlerò in un prossimo post.
A presto,
Marie








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