Nei giorni della Fashion Week mi piace osservare le sfilate anche da lontano e conoscere le nuove tendenze, lasciandomi ispirare e ho pensato a una cosa nello specifico: la moda non è sempre bella… e va bene così!
L’alta moda è spesso criticata perché, agli occhi di molti, propone abiti “brutti”, impensabili da indossare nella vita di tutti i giorni. Ma cosa si nasconde dietro queste scelte stilistiche così provocatorie? Davvero Il diavolo Veste Prada non ci ha insegnato nulla?
La moda come forma di espressione artistica e l’idea convenzionale di bellezza sono infatti due cose divergenti. Ma perché a volte sulle sfilate di moda vediamo delle cose “brutte”?
Semplicemente perché moda e stile vanno ben oltre l’estetica superficiale. La moda non riguarda la semplice questione di apparire belli, ma è un’arte fatta per sfidare le norme estetiche tradizionali, così come l’arte ha sempre riscritto ogni paradigma, la moda è nata per fare lo stesso, per ribaltare la nostra visione e sorprenderci, portando alla luce aspetti della nostra personalità che vanno oltre l’estetica. Questi concetti poi verranno ripresi, in modi più convenzionali, portati fino a noi e ci faranno dire “questi sono i trend del momento” oppure “questi sono i colori di moda nel 2024“.
La moda è emozione e non perfezione.
Moda come arte: l’importanza dell’espressione personale
I designer di alta moda non creano abiti per essere belli convenzionalmente parlando, ma per provocare. Spesso quello che vogliono fare è trasmettere un messaggio cercando nel pubblico un’emozione. La moda, secondo la mia opinione, è l’arte di infrangere le regole, di far riflettere e di raccontare una storia.
Prendiamo ad esempio designer come Rei Kawakubo, fondatrice di Comme des Garçons: le sue creazioni sono più simili a sculture, capaci di raccontare una storia o di far riflettere su temi più profondi. Indossare un capo simile non è solo una questione di apparenza, ma di comunicazione. Ogni piega, taglio o tessuto trasmette un messaggio. Ogni sua creazione può essere pensata al pari di un’opera d’arte.
Perché quindi siamo così spesso tentati di giudicare un abito come “brutto”? Forse perché non ne comprendiamo subito il significato, o perché siamo abituati a cercare la bellezza nei canoni tradizionali. Ma la moda è, prima di tutto, un mezzo per infrangere queste regole.
Stile personale: una questione di espressione
Quando mi vesto, non lo faccio pensando a ciò che può essere considerato “bello” da tutti, ma a ciò che meglio esprime chi sono o come mi sento in quel momento. Lo stile personale non è mai statico, evolve con noi, i nostri interessi, le nostre emozioni. Non è un caso che molti degli abiti che scelgo provengano da piccoli brand indipendenti, che puoi trovare nella sezione #scopripiccolibrand, dove ogni pezzo racconta una storia unica e si distacca dalle produzioni di massa del fast fashion.




Quante volte vi è capitato di ricevere un commento come “Che vestito strano!” o, peggio, “Quello che indossi è orribile!”? Se ti piace la moda e ti esprimi attraverso di essa, probabilmente è successo più volte di quante tu possa contare. Eppure, chi lavora nella moda raramente giudica chi si veste in modo semplice o “comune”. Sanno che la bellezza è soggettiva e che ciò che appare audace e innovativo a qualcuno può sembrare stravagante o “brutto” a un altro.
L’industria della moda, soprattutto quella delle passerelle, ha un linguaggio visivo che spesso sfida la nostra percezione di bellezza. Basti pensare ai look che vediamo durante le Fashion Week: vestiti oversize, abiti dalle forme impossibili o dalle combinazioni di colori apparentemente inusuali, pezzi che nessuno potrebbe indossare nella vita reale.
Questi capi non sono pensati per essere indossati nella vita quotidiana, ma per aprire la mente a nuove idee. Stilisti come Vivienne Westwood e Alexander McQueen hanno sempre sfidato i canoni estetici, creando collezioni provocatorie che oggi sono considerate rivoluzionarie.
La soggettività della bellezza
La bellezza è un concetto fluido e soggettivo. La moda ce lo insegna ogni giorno, soprattutto quando vediamo capi eccessivi o stravaganti. Ma è proprio qui che la moda incontra la sua dimensione più artistica. Non è fatta per essere compresa da tutti, né per essere sempre “bella”. La bellezza convenzionale non basta più quando si comprende il potere che hanno i vestiti di esprimere idee, cultura e emozioni.
Forse, dunque, moda ed estetica sono davvero due cose diverse. La moda è l’arte di raccontare chi siamo attraverso ciò che indossiamo, mentre l’estetica è il modo in cui giudichiamo visivamente il mondo attorno a noi. E, in questo contesto, possiamo dire che l’essere belli non è più l’obiettivo principale. Piuttosto, l’obiettivo è essere autentici, coraggiosi e, soprattutto, liberi di esprimerci.




Ecco perché la prossima volta che vedrai qualcosa che ti sembra “brutto”, fermati un attimo. Chiediti cosa sta cercando di dirti quel capo o quel look, e se magari c’è un messaggio nascosto dietro quella scelta stilistica. La bellezza, come la moda, è soggettiva e in continua evoluzione. Non farti ingabbiare dai canoni, ma divertiti a scoprire nuovi modi di esprimerti, anche attraverso scelte che altri potrebbero trovare stravaganti.
In fondo, la moda non è mai stata solo questione di apparenza. È un viaggio che racconta chi siamo, chi vogliamo essere e come vediamo il mondo. E questo, a mio parere, vale molto di più della bellezza convenzionale. Sei d’accordo con me? Ti aspetto su Instagram per parlarne!







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