Parlare di moda e sostenibilità è di per certo toccare un nervo scoperto, eppure sento di voler dare il mio contributo a questo tema. Lavoro in questo settore da molti anni e conosco le dinamiche che muovono l’industria e non solo.
Se si parla di moda, si parla di tendenze e le tendenze qui sono le incriminate: esse hanno infatti il potere di plasmare la società e di influenzare le abitudini di acquisto dei consumatori. Seguire la moda significa appunto cavalcare i trend di stagione e indossare ciò che abbiamo visto in passerella o che abbiamo amato sulle nostre influencer di riferimento. Ma questo non vuol dire che dobbiamo seguire i trend senza pensare all’impatto dei nostri consumi sull’ambiente.
La moda, da sempre riflesso della società e delle sue evoluzioni, è un mondo in continuo movimento. Le tendenze mutano, i colori e le forme si trasformano, e ciò che è considerato in voga oggi, potrebbe non esserlo più domani. Tuttavia, una cosa rimane costante: la nostra scelta.
Le persone che hanno davvero stile che vediamo online riconoscono le tendenze senza indossare ciò che hanno tutti gli altri. E in questo, scegliere di vestirsi in modo consapevole e sostenibile gioca un ruolo fondamentale.
Moda consapevole: una scelta di valore
Vestirsi consapevolmente è molto più di una semplice scelta estetica. È un impegno verso sé stessi e verso il mondo che ci circonda. Significa prendersi il tempo per scoprire pezzi unici, che siano essi trovati in un piccolo negozio dell’usato o creati da un marchio indipendente. Questo processo non solo ci permette di esprimere la nostra personalità in modo autentico, ma ci aiuta anche a sviluppare uno stile personale che resista al tempo e alle mode passeggere.
Quando ci allontaniamo dalle micro-tendenze dettate dal fast fashion, iniziamo a costruire un guardaroba che parla davvero di noi. Ogni capo che scegliamo ha una storia, un significato, un valore che va oltre la semplice apparenza. Non è più una questione di seguire la massa, ma di interpretare e reinventare le tendenze in modo personale e originale.






Io stessa cerco costantemente di incarnare questo approccio consapevole alla moda ricreando i miei look per adattarli al trend del momento e soprattutto ricercando tutti quei piccoli brand italiani o locali che lavorano con attenzione e passione creando capi unici, di alta qualità e ricchi di personalità, con dietro quasi sempre una bellissima storia da raccontare: questo per me significa vestirsi consapevolmente.
Lo faccio andando a ricercare giovani aziende locali e piccoli imprenditori che si occupano di riciclo creativo e upcycling, e raccolgo tutto qui: #scopripiccolibrand. Mi piace consigliare i luoghi dove trovare accessori sostenibili e come scegliere borse artigianali per esempio, premiando in qualche modo questi esempi virtuosi.


Il concetto di sostenibilità nella moda è piuttosto ampio, poiché abbraccia sia l’impatto sull’ambiente sia le condizioni di lavoro di coloro che producono i capi. La vera sostenibilità dovrebbe quindi garantire un processo di creazione valido sia a livello di ambiente che a livello sociale includendo anche materiali sostenibili, condizioni dei lavoratori e retribuzione equa.
L’industria della moda è responsabile della produzione fino al 10% dell’emissione globale di anidride carbonica e rappresenta un quinto dei 300 milioni di tonnellate di plastica prodotte a livello globale ogni anno, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Le pratiche sostenibili per l’industria della moda sono molto difficili da affrontare, ma noi consumatori possiamo fare la differenza.
Ogni capo che scelgo di acquistare è selezionato con cura, deve essere bello, ovviamente, ma considero sempre il suo impatto prima di inserirlo nel mio guardaroba. Mi faccio qualche domanda cruciale prima di acquistarlo, controllo se il materiale è durevole e di qualità, ne soppeso il valore in svariati modi per far sì che io possa indossarlo per più occasioni e mantenerlo integro il più possibile nel tempo.
Questo perché una delle abitudini più inquinanti che abbiamo, dopo l’acquisto compulsivo ed estremo, è senza dubbio quella di buttare via ciò che non ci piace più magari dopo una sola stagione.
Le nostre abitudini hanno un impatto incredibile sul pianeta ma anche su noi stessi e il nostro umore, per me vivere slow allo soglia dei 50 anni significa infatti vuol dire riconnettermi con me stessa e i miei bisogni reali, e questo mi aiuta a fare acquisti oculati.





Essere alla moda non significa acquistare sempre di più, piuttosto è importante farlo con saggezza e responsabilità. Per questo mi appassiono a trend come quello che impazza in questo momento come quello di #underconsumptioncore che ci invoglia al riuso e alla riduzione degli acquisti, catturando dalle persone intorno al mondo su social come Pinterest o Instagram le idee più originali per costruire un approccio slow alla moda.
E se diventa un trend iniziare a fare la anti-shopping list, chi sono io per non cavalcare questa stravagante tendenza?
Seguire le tendenze con consapevolezza: un atto verso il pianeta e se stessi




È innegabile che le tendenze esercitino un certo fascino. Ma in un mondo in cui il consumo eccessivo rischia di sopraffare le risorse del nostro pianeta, seguire le tendenze con consapevolezza diventa un atto di responsabilità. Significa riconoscere ciò che è di moda e adattarlo al proprio stile personale senza sentirsi obbligati a cambiare l’intero guardaroba ogni stagione.
Amare la moda, quindi, non vuol dire cedere alla frenesia del consumismo, ma apprezzare il valore di ogni singolo pezzo che decidiamo di indossare. Vuol dire investire in capi che ci rappresentano, che durano nel tempo e che raccontano una storia. In questo modo, possiamo sentirci eleganti e al passo con i tempi senza contribuire agli sprechi e all’inquinamento che purtroppo caratterizzano gran parte dell’industria della moda.
Scegliere la moda sostenibile e vestirsi consapevolmente è una strada che richiede impegno, ma che ripaga in termini di autenticità e soddisfazione personale. La moda consapevole non è una tendenza passeggera, ma un modo di vivere e di esprimersi che può fare la differenza.
È un invito a rallentare, a scegliere con cura e a valorizzare ciò che indossiamo, per noi stesse e per il pianeta, e lo dico da donna che ama viaggiare per il mondo e nella natura, e soprattutto da mamma.
Con ogni capo che scegliamo di acquistare, stiamo facendo una dichiarazione.
Facciamo in modo che questa dichiarazione sia di amore per la moda, ma soprattutto di rispetto per il mondo in cui viviamo.







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